08 giu 2014
giugno 8, 2014

Vocaboli del vino

ABBOCCATO. Un vino lievemente dolce che contiene un leggero residuo di zucchero.
ACERBO. Un vino non ancora affinato, caratterizzato da una sgradevole acidità in eccesso.
ACIDITA’ FISSA. L’acidità determinata dai soli acidi non volatili
ACIDITA’ TOTALE. Componente fondamentale di un vino, è la somma dei vari acidi (fissi e volatili) presenti (malico, tartarico, citrico, acetico) e si esprime in g/l. Da essa dipendono la salute e la buona conservazione di un vino, nonché la sua gradevolezza.
ACIDULO. Eccessivamente ricco di acidità.
ALBERATA. Sistema di allevamento tipico dell’aversano, che prevede vigna sostenuti da pali alte fino a 20 metri. Ancora in uso per la coltivazione del vitigno asprinio.
ALCOLICO. Dal profumo e dal sapore caratterizzati da una notevole presenza alcolica.
ALLAPPANTE. Un vino aspro, ruvido e astringente per eccesso di tannino.
AMBRATO. Colore di molti vini passiti e/o liquorosi, ma anche dei bianchi ossidati o decrepiti.
AMABILE. Vino abbastanza dolce
AMPELOGRAFIA. La disciplina che descrive e classifica i vitigni.
AMPIO. Si dice di un profumo o di un vino particolarmente ricco e complesso, avvolgente.
ANALISI CHIMICA. Serve a scomporre, tramite strumenti adeguati, ciò che si presenta unitario, come il vino, nei suoi elementi costitutivi, i quali vengono poi esaminati singolarmente o con riferimento alle reciproche relazioni e rapporti.
ANALISI ORGANOLETTICA. Vedi “Degustazione”.
ANALISI SENSORIALE. E’ un processo di valutazione che mira alla conoscenza dei caratteri organolettici di un dato prodotto e delle conseguenti reazioni sensoriali, tramite l’adozione di test sui consumatori e di laboratorio, i cui risultati vengo elaborati ed interpretati.
ANNATA. L’anno vendemmiale dal quale deriva un determinato vino. Sinonimo di Millesimo, Vintage, Colheita, Vendange, Vendemmia.
ARCHETTI. Curve che si formano sulle pareti del bicchiere quando il vino viene fatto roteare, e che ricadono come lacrime formando, appunto, dei piccoli archi. Sono dovuti alla presenza di alcole glicerina e sono tanto più fitti e numerosi quanto maggiore è la forza alcolica del vino.
ARISTOCRATICO. Fine ed elegante, ma anche unico, di rara qualità e superiore ai suoi simili. Lo sono solo i grandissimi vini per tradizione storica e caratteristiche organolettiche.
ARMONICO. Un vino viene definito armonico quando le sue componenti sono in gradevole proporzione tra loro. un vino raggiunge l’armonia con la giusta maturazione.
AROMA. Il complesso delle sostanze odorose derivate direttamente dall’uva (aromi primari) e quelle sviluppate successivamente a seguito della fermentazione (aromi secondari) e dell’invecchiamento (aromi terziari). Anche profumi determinati dalla presenza di sostanze della serie aromatica (terpeni principalmente) presenti nelle uve aromatiche (moscato, traminer aromatico, brachetto, alcune malvasie, in piccole percentuali anche riesling renano, aleatico e Muller Thurgau).
AROMA DI BOCCA. La sensazione olfattiva che si percepisce attraverso la via retronasale dopo aver deglutito il vino.
AROMATICO. Vino ricco di sostanze aromatiche presenti nelle uve di base.
ASTRINGENTE. Vino con eccesso di tannino e acidità, ruvido al gusto e che lega la bocca.
AUSLESE. Menzione tradizionale dei vini dell’Alto Adige e di Caldaro che sta a significare “vino scelto”, cioè quello ottenuto solo con le uve migliori. E’ un termine tedesco.
AUSTERO. Imponente, maturo, con un bouquet formato, grande struttura e alcolicità, e un finale lungo.
BARRIQUE. Piccolo fusto di rovere francese dalla capacità di 225 litri. Ha la particolarità di essere costruita con toghe piegate a fuoco diretto e, quindi, di avere la superficie interna con diversi livelli di tostatura a seconda del periodo di permanenza a contatto con la fiamma.
BATONNAGE. Pratica enologica, effettuata per lo più in fusti di legno piccoli e in barriques, che consiste nel rimettere in sospensione i lieviti (le fecce fini) al fine di incrementare la cessione di sostanze colloidali al vino migliorandone, così, la struttura e il bouquet.
BEVA. Può essere facile o pronta. Indica il grado di bevibilità di un vino.
BEVERINO. Leggero, sapido, gradevole e facile da bere.
BLANC DE BLANC. Vino bianco, di solito spumante, ottenuto da sole uve bianche.
BOISE’. Termine attribuito ai vini che denotano spiccate sensazioni olfattive e retro olfattive riferibili al legno tostato delle botti nelle quali il vino stesso è stato conservato.
BOLLICINE. Vedi “Perlage”.
BOTRIZZATO. Vino che deriva da uve colpite da muffa nobili, ovvero botrytis cinerea, la quale penetra negli acini maturi e provoca un’elevata perdita di acqua con concentrazione degli zuccheri e trasformazione di alcuni acidi, e contemporanea sintesi di sostanze aromatiche particolari.
BOUQUET. L’insieme dei profumi che un vino acquista soprattutto con l’invecchiamento, i cosiddetti “profumi terziari”.
BRILLANTE. Vino di estrema luminosità nel colore, perfettamente limpido.
BRUNELLO. Sinonimo utilizzato nella zona di Montalcino per identificare la varietà Sangiovese “grosso”, è una menzione tradizionale riservata alla DOCG Brunello di Montalcino.
BRUT. Spumante secco, con un tenore di zuccheri residui inferiore a 15 g/l. Nel Brut nature o Pas dosé gli zuccheri residui sono inferiori a 3 g/l, mentre nell’Extra Brut sono tra o e 6.
BUTTAFUOCO. Menzione tradizionale riservata alla DOC Oltrepò Pavese, e in particolare al vino rosso rubino molto intenso, dal profumo vinoso, forte e fruttato e dal sapore asciutto e corposo, prodotto con uvaggio prevalente di barbera e croatina.
CALDO. Sensazione di calore data da un vino ricco di alcol e glicerina.
CANNELLINO. Menzione tradizionale riservata alla DOC Frascati e in particolare al vino paglierino intenso ottenuto con uve raccolte tardivamente, con profumo che ricorda la frutta matura con sapore dolce e sapido.
CARATO o CARATELLO. Piccola botticella in legno pregiato, utilizzata per la fermentazione e la conservazione di certi vini, come il Vin Santo, ma anche per la preparazione dell’aceto balsamico.
CARATTERISTICO. Vino nel quale risulta molto evidente la provenienza da un determinato vitigno. Termine usato soprattutto per individuare i vini aromatici.
CARICO. Termine usato per definire, un’alta intensità di colore (ad esempio, “rosso rubino carico”).
CERASUOLO. E’ una tonalità di colore riferita al rosato, che più si avvicina al colore della ciliegia, ed è riservata alle DOC Cerasuolo di Vittoria e Montepulciano d’Abruzzo.
CHARMAT. E’ un metodo “industriale” di produzione di vini spumanti e frizzanti che consiste nel provocare in autoclave, cioè in un recipiente chiuso a tenuta di pressione, la seconda fermentazione responsabile della presa di spuma del vino. L’imbottigliamento avviene quindi sotto pressione.
CHIARETTO. Tonalità di colore che indentifica vini dal colore rosso poco intenso, sostanzialmente rosato, ottenuti con la vinificazione di uve rosse poco colorate o con la fermentazione in rosato.
CLASSICO. Menzione tradizionale riferita al vino a DOC ottenuto con uve raccolte nell’area di produzione più antica, più ristretta rispetto al resto della denominazione. Si usa anche in riferimento al vino spumante ottenuto con il metodo della rifermentazione in bottiglia.
COMPLESSO. Termine usato per un vino il cui bouquet è formato da un’ampia gamma di sfumature olfattive.
CORPO. L’insieme degli elementi che compongono un vino, eccetto l’acqua e l’alcol.
CORPOSO. Vino di buona struttura generale, robusto, ricco.
CORTO. Si dice di un vino poco persistente cioè che lascia uno scarso sapore in bocca.
CREMANT. E’ un tipo di spumante, prodotto quasi esclusivamente in certe zone della Francia, caratterizzato da basso contenuto di anidride carbonica e, quindi, scarsa schiuma e perlage. In compenso, però, sono esaltate le caratteristiche varietali dei vitigni impiegati per il cuvée.
CRU. Termine francese che indica uno specifico vigneto, o anche una sua piccola parte ben precisa, in una determinata zona. Le uve dei crus sono di qualità più pregiata.
CULTIVAR. Sottospecie di un tipo di vitigno.
CUVEE. E’ il risultato delle operazioni di taglio di vari vini di diverse provenienze e annate, solitamente alla base degli spumanti Metodo Classico, ma non solo.
DECREPITO. Si dice di vino eccessivamente vecchio.
DEGUSTAZIONE. Operazione che coinvolge gli organi sensoriali (vista, tatto, olfatto e gusto) e che permette di apprezzare le caratteristiche di un prodotto e, quindi, di esprimere un giudizio e dare una valutazione. L’esame organolettico può avere anche una finalità “giuridica”, quando è finalizzato all’attribuzione di premi nell’ambito di concorsi enologici o quando è indispensabile per la classificazione di un vino come DOCG o DOC ed è fatto da esperti operanti presso le CCIAA.
DELICATO. Un vino che ha caratteristiche di armonia, di finezza e di pregio.
DIRITTO DI IMPIANTO. Chiamato anche “quota”, è un titolo che dà la possibilità di impiantare un vigneto e che può essere assegnato a seguito di estirpazione di una propria superficie di vigneto equivalente e che può essere acquistato sul mercato a precise condizioni. Nei Paesi dell’UE, infatti, vige il divieto di impianto di viti, fino al 31 luglio 2010.
DIRASPATURA. Operazione di separazione dei raspi (vedi) dagli acini prima della pigiatura, necessaria per evitare la cessione di tannini verdi e, perciò, un’astringenza eccessiva difficilmente eliminabile.
DISARMONICO. Vino nel quale la carenza o l’eccesso di un componente crea un forte squilibrio.
DISTILLAZIONE. Operazione che consente di separare composti di diversa volatilità, utilizzando apposite attrezzature nelle quali la materia prima (ad esempio la vinaccia o il vino) viene riscaldata per provocare l’evaporazione dei composti, successivamente ricondensati tramite serpentine e separati nelle parti non volute (teste e code), ottenendo ad esempio Grappa o Brandy.
DOLCE. Più di abboccato e di amabile quanto a contenuto zuccherino.
DORATO. Tipico colore dei bianchi di corpo e di struttura, specie se maturi in legno.
DUNKEL. Menzione tradizionale dei vini dell’Alto Adige e del Trentino che sta a significare il colore scuro (contrapposto al tipo rosato, come nel Lagrein). E’ un termine tedesco.
ELEGANTE. Vino equilibrato, aristocratico, di grande classe.
EQUILIBRATO. Un vino le cui componenti sono nel giusto rapporto tra loro.
ERBACEO. Sentore vegetale tipico di vitigni come il cabernet e il merlot. Si avverte particolarmente nei vini giovani e in quelli ottenuti con uve non perfettamente mature.
ETEREO. E’ il sentore tipico dei vini invecchiati, un po’ pungente e alcolico, dato, appunto, dalla presenza degli eteri e degli esteri.
EXTRA BRUT. Vino spumante molto secco, con residuo zuccherino compreso tra 0 e 6 g/l.
FECCIOSO. Ricco di feccia (sedimento che si deposita al fondo del recipiente ove sono contenuti mosti o vini giovani, composto da lieviti morti, batteri, frammenti del grappolo) e quindi non limpido e, soprattutto, caratterizzato da odori sgradevoli di idrogeno solforato.
FERMENTAZIONE ALCOLICA. Processo per il quale gli zuccheri contenuti nel succo di uva si trasformano in alcoli, anidride carbonica e altri prodotti secondari sotto l’azione dei lieviti.
FERMENTAZIONE MALOLATTICA. E’ una fermentazione secondaria che interviene dopo quella primaria, o alcolica. Consiste nella trasformazione dell’acido malico in acido lattico sotto l’azione dei batteri lattici. Determina una perdita di acidità totale nel vino ed è favorita soprattutto nei vini rossi o nei bianchi particolarmente corposi e maturati in legno.
FILLOSSERA. Parassita della famiglia degli afidi che attacca particolarmente le radici della “vite europea”, distruggendone l’apparato radicale; originario dell’America è apparsa nel continente europeo intorno al 1860 provocando la graduale distruzione dei vigneti. E’ stata contrastata impiegando il portainnesto con “piede americano”, resistente ai suoi attacchi, sul quale sono state innestate le viti delle varietà europee.
FINE. Elegante nei profumi e armonico nel gusto.
FLOREALE. Vino con sensazioni olfattive che ricordano il profumo di certi fiori.
FRAGRANTE. Termine riferito al profumo, indica un vino dal sentore di fiori, frutta ed erbe, intensi, fini ed eleganti.
FRESCO. In un profumo indica sentori e fruttati e critici, al gusto una gradevole e giovanile acidità.
FRUTTATO. Sentore tipico dei vini giovani, che hanno profumi e sapori di frutta fresca.
GIOVANE. Vino non ancora pronto.
GOUDRON. Letteralmente “catrame”, è un sentore tipico dei grandi rossi invecchiati. E’ una delle componenti del bouquet.
GOVERNO ALL’USO TOSCANO. Pratica tradizionale toscana e, in particolare, dell’area chiantigiana, che consiste nell’aggiunta al vino nuovo di una certa percentuale di uva passita e ammostata, al fine di rimettere in leggera fermentazione la massa e ottenere un vino più fruttato e gradevole.
GRANATO. Colore tipico dei grandi rossi da invecchiamento, tra il rosso rubino e l’amaranto.
GRASSO. Un vino ricco di sostanze estrattive. Questa sensazione è anche tattile e si riferisce alla densità del vino.
INNESTO. E’ la pratica colturale che consiste nel trapiantare su un ceppo o su un tralcio di vite un frammento di un’altra varietà.
INTENSO. Nel colore indica la tonalità, nel profumo l’ampiezza delle sensazioni, al gusto la persistenza.
KRETZER. Menzione tradizionale dei vini dell’Alto Adige e del Trentino che sta a significare il colore rosato (contrapposto al tipo rosso o scuro, come nel Lagrein). E’ un termine tedesco.
LEGGERO. Vino di bassa gradazione alcolica, ma equilibrato e piacevole.
LIEVITI. Microrganismi responsabili della fermentazione alcolica.
LIMPIDO. Vino privo di sospensioni e velature, chiaro e trasparente.
LIQUEUR D’EXPEDITION. In italiano “sciroppo di dosaggio”. E’ il prodotto aggiunto allo spumante Metodo Classico al momento della sboccatura per conferirgli un gusto particolare; è a base di saccarosio, mosto e distillato.
LIQUEUR DE TIRAGE. In italiano “sciroppo zuccherino”. Viene aggiunto alla partita di vino base spumante (sia in autoclave che in bottiglia) per provocare la formazione della caratteristica spuma ed è composto, generalmente, di lieviti, saccarosio e vino base della cuvée.
LIQUOROSO. Vino che per gradazione, struttura e dolcezza somiglia a un liquore. Nella preparazione è prevista l’aggiunta di alcol.
LUNGO. Si dice di certi vini di ottima qualità che lasciano al palato gradevoli sensazioni gustative, molto persistente.
MADERIZZATO. Un vino palesemente ossidato; a volte non è un difetto ma una caratteristica di tipicità (Madera, Marsala).
MAGNUM. Bottiglia per il vino spumante di qualità con capacità di 1,5 litri.
MAGRO. Un vino debole povero di corpo e di sostanze estrattive.
MATTONATO. Colore dei rossi molto invecchiati, alla soglia della maderizzazione.
MATURO. E’ un vino che ha raggiunto lo stadio ottimale di maturazione, sia esso giovane o invecchiato.
MCR. Mosto concentrato rettificato, cioè zucchero d’uva, ottenuto tramite concentrazione del mosto d’uva per mezzo di resine scambiatrici, al fine di ottenere un prodotto neutro con alta concentrazione zuccherina, utilizzato soprattutto per aumentare la gradazione alcolica dei vini.
METODO CLASSICO. Metodo di produzione dello spumante che prevede la formazione delle “bollicine” tramite la rifermentazione del vino base direttamente in bottiglia. Nella tradizione è una pratica assolutamente manuale: ogni bottiglia viene “toccata” dalle mani dell’uomo circa cento volte prima di giungere al consumo.
MILLESIMATO. Termine utilizzato per gli spumanti nella cui etichetta figura l’annata di produzione delle uve.
MOLLE. Vino di scarsa acidità, stucchevole, troppo morbido, piatto.
MORBIDO. Vino equilibrato e con una certa rotondità dovuta all’abbondanza di alcol e di glicerina.
MOSTO. Prodotto ricavato dalla pigiatura dell’uva fresca, non ancora fermentato.
NERBO. Carattere del vino legato all’acidità, rivela corpo e carattere.
NETTO. Un profumo o un gusto pulito, franco e senza difetti.
OCM. Organizzazione Comune di Mercato, esiste per quasi tutti i settori agricoli dell’UE, quindi anche per quello vitivinicolo. E’ il complesso delle regole che riguardano la produzione, gli aiuti e la commercializzazione dei prodotti.
OIV. Office International de la Vigne et du Vin, organismo internazionale creato nel 1924 con sede a Parigi, cui aderiscono la quasi totalità dei Paesi produttori di vino, si dedica a studi scientifici, tecnici ed economici sulla vite e sui suoi derivati, compresi gli aspetti salutistici e pubblica il “Codice internazionale della pratiche enologiche” al quale tutti i paesi produttori devono attenersi.
OSSIDATO. Un vino che a causa del contatto con l’aria ha perso freschezza, presenta un colore più scuro del normale e tende a maderizzarsi.
PAGLIERINO. Colore giallo chiaro, simile alla paglia.
PAS DOSE’ O NATURE. E’ lo spumante più secco in assoluto, al quale non è stata aggiunta dopo la sboccatura “lo sciroppo di dosaggio” e la bottiglia è per ciò stata ricolmata con prodotto identico.
PASSITO. Vino ottenuto dalla lavorazione di uve appassite, sulla pianta o all’aperto su stuoie, o al coperto in appositi locali, ha elevato contenuto alcolico e zuccherino.
PASTOSO. Vino ricco di zuccheri, estratto e glicerina.
PENETRANTE. Odore acuto e talvolta sgradevole provocato da sostanze volatili (aceto di etile) o da componenti gassose (anidride carbonica).
PERLAGE. La “fontanella” di bollicine di anidride carbonica che si forma nel bicchiere riempito di spumante. Più queste sono fini e continue, migliore è la qualità dello spumante.
PERSISTENZA. Durata delle sensazioni gusto-olfattive prodotte da un vino. E’ direttamente proporzionale alla sua qualità.
PESANTE. Troppo ricco di corpo.
PIATTO. Vino di scarsa acidità e sapidità.
PIENO. Vino di corpo e di struttura bene equilibrato.
PORPORA. Colori dei rossi leggeri e giovani, soprattutto se novelli.
PROFUMATO. Un vino che dà sensazioni aromatiche e odorose molto piacevoli.
PRONTO. Vino che è adatto a essere consumato senza ulteriore invecchiamento.
PUPITRE. Intelaiature a cavalletto in legno dove, a collo in giù, terminano la maturazione le bottiglie di spumante Metodo Classico di notevole struttura.
RASPO. Parte legnosa del grappolo, generalmente eliminata prima della pigiatura dell’uva poiché contenente un rilevante quantitativo di tannini verdi (se vuoi saperne di più leggi qui).
RECIOTO. Menzione tradizionale riservata alle DO Valpolicella, Gambellara e Recioto di Soave, indica un tipo di vino ottenuto con l’appassimento delle uve sui graticci. Deriva dal termine “rece”, cioè “orecchie” e indica un vino che in passato era ottenuto solo dalle orecchie dei grappoli, cioè dalle parti cosiddette “alate” che più beneficiano dei raggi del sole.
RETROGUSTO. L’insieme delle sensazioni che si avvertono dopo aver deglutito il vino.
RIDOTTO. Sentore tipico dei vini lungamente invecchiati in un ambiente povero di ossigeno (come la bottiglia), che tende ad attenuarsi con l’ossigenazione a contatto dell’aria.
RIFLESSI. Termine utilizzato per indicare sfumature certe sfumature di colore dei vini.
RISERVA. Qualifica destinata ai vini invecchiati per almeno due anni e, spesso, con gradazione alcolica più elevata.
ROBUSTO. Vino ricco di alcol, strutturato.
ROTONDO. Vino morbido per contenuto di glicerina e di zuccheri, di moderata acidità e di corpo pieno.
RUBINO. Colore tipico dei rossi giovani. E’ una menzione riservata alle DOC Garda Colli Mantovani, Rubio di Cantavenna, Teroldego Rotaliano, Trentino e Marsala.
SANGUE DI GIUDA. Menzione tradizionale riservata alla DOC Oltrepò Pavese, e in particolare al vino dolce rosso rubino intenso, dal profumo e intensamente vinoso, e dal sapore pieno e morbido, prodotto con uvaggio prevalente di Barbera e Croatina.
SAPIDO. Vino ricco di sali minerali.
SBOCCATURA. Operazione con cui si eliminano i depositi nella lavorazione dello spumante Metodo Classico (in francese dégorgement); la sua data, se riportata in etichetta, è indicativa dell’età per i non millesimati (se vuoi saperne di più leggi qui).
SECCO. Vino privo di zuccheri.
SPEZIATO. Vino con profumi che ricordano le spezie.
SPUNTO. Sensazione pungente dovuta ad un eccesso di componenti volatili sgradevoli, come l’acido acetico.
STOFFA. L’eleganza dell’impatto gustativo; può essere lieve, setosa, vellutata, decisa.
STRUTTURA. L’insieme delle componenti di un vino.
SUPERIORE. Menzione riservata ai vini con gradazione alcolica naturale più elevata e, spesso, con un periodo di affinamento obbligatorio. In certi casi, come nella DOC Trentino, è vincolata a requisiti particolari inerenti sia la composizione dei terreni sia l’ubicazione geografica della zona di produzione, mentre nella DOC Rosso Piceno corrisponde a una restrizione dell’area di origine.
SVANITO. Un vino piatto e snervato da un’eccessiva esposizione all’aria.
TAGLIO. La mescolanza di vini diversi per vitigno, per provenienze o per età.
TALENTO. Menzione riservata ai vini spumanti ottenuti col Metodo Classico della rifermentazione in bottiglia, prodotti seguendo precise condizione in ordine alle varietà impiegate per la costituzione della cuvée e al periodo di permanenza del vino, in bottiglia, sulle fecce.
TANNICO. Astringente, ruvido, eccessivamente ricco di tannino.
TANNINO. Sostanza ceduta al vino dalla buccia o dai vinaccioli dell’uva, ma anche dai raspi e dal legno delle botti. Soprattutto nei rossi è importante per conservare il vino e il suo colore. Al gusto da una sensazione astringente e ruvida che si attenua con l’invecchiamento.
TENUE. Di un colore, o un profumo, leggero e sfumato.
TERROIR. L’insieme di territorio, vitigno e tecniche tradizionali di vinificazione che determinano il carattere unico di un determinato vino.
TIPICO. Che ha in sé i caratteri di tipicità della sua categoria. Riconoscibile o riconducibile a una determinata zona o a un determinato vitigno.
TRANQUILLO. Un vino che ha terminato la fermentazione e non presenta tracce di anidride carbonica. Si usa anche il termine “fermo”.
UVAGGIO. Miscela di uve diverse che fermentando insieme daranno un unico vino.
VELATO. Vino poco limpido.
VELLUTATO. Vino armonico, morbido e carezzevole.
VERDOLINO. Dal colore tendente al verde, segno di presenza di clorofilla nelle uve di base. Tipico colore dei vini del Nord, soprattutto a base Riesling Renano o Sauvignon.
VERTICALE. Una particolare degustazione, che valuta i vini di un medesimo produttore o di una sola zona in sequenza di annata, dal più giovane al più vecchio.
VINACCIA. Parti solide dell’uva (bucce, vinaccioli, frammenti di raspi) che rimangono dopo la pigiatura e la separazione del mosto (in questo casi si chiama “vinaccia vergine”, ancora con una parte di zuccheri) oppure al termine della fermentazione e l’astrazione del vino nuovo (“vinaccia fermentata”). Viene utilizzata, previa distillazione, per ottenere l’acquavite di vinaccia (in Italia, la grappa). Se vuoi saperne di più leggi anche “La grappa e l’arte della distillazione”.
VINOSO. Vino giovane il cui profumo ricorda quello del mosto in fermentazione.
VITIGNO. Tipo di pianta, e quindi di uva, dalla quale deriva un determinato vino.
VIVACE. Vino fresco con presenza di anidride carbonica.