03 lug 2013
luglio 3, 2013

Primitivo di Manduria Sessantanni 2009

Un gran vino, stabilmente fra i migliori rossi d’Italia. Eccezionale per la limpidezza dell’aroma, per la sua proporzione fra addendi gustativi diversi, per la sua mirabile nitidezza esecutiva. Nella sua fluida, densa, polposa e morbida essenza prima, tutto fluisce senza frizione alcuna. La linfa cremosa sua, dolce e avvolgente, tutto impolpa con mentosità di clorofilla pura. Siamo ai vertici assoluti qualitativi per un rosso: una consistenza nera, una morbidezza vera, un nitore e un vigore semplicemente primi. Sembra tutto così armoniosamente fuso, tutto così integralmente reso con l’originario nitore cristallino. Terra e uomo, tecnica e natura in simbiosi virtuosa intimamente fusi, e la sua mora nera che di dolcezza avvolgendoci, polposa c’inonda suadente, vanigliata, cremosa come ancora linfatica sulla sua vite nativa.

http://www.lucamaroni.com/4DCGI/Rec03_256492

CURIOSITÀ:

L’ uva primitivo deve il suo nome alla precocità di maturazione della pianta in tutte le sue fasi, dal periodo di germogliamento alla fioritura, dall’invaiatura fino alla maturazione dell’acino. La raccolta delle uve avviene mediamente tra la fine di agosto e i primi di settembre. Sulle origini del vitigno ci sono ancora incertezze; potrebbe essere nativo della Dalmazia (alcuni autori ne ritrovano le medesime caratteristiche nel Plavac Mali, in Croazia) ed importato in Puglia dagli Illiri; altri autori lo ritengono ancora più simile allo Zinfandel, originario dell’Ungheria e successivamente portato in California e Australia, ipotesi confermata da recenti analisi del DNA.