Il vino è il canto della terra verso il cielo, l’uomo è nato per festeggiare la vita, camminare la terra. Iniquo obbedire a leggi inique. Amico lettor mio, amica mia paritaria, la terra, la terra, la terra, all’infinito la terra.

Così inizia questo libro su Luigi Veronelli, primo grande divulgatore in campo enogastronomico noto per i suoi scritti e per le sue battaglie a favore della civiltà contadina. Luigi Veronelli viene rievocato attraverso una selezione di articoli e interventi scritti in quasi cinquant’anni di carriera durante le sue innumerevoli collaborazioni a giornali e trasmissioni televisive. E’ un libro-puzzle, a frammenti rigorosamente in ordine alfabetico e ricomponibili attraverso il suo rapporto speciale con il vino, la lettura, la scrittura, la donna, le arti e la filosofia. Aneddoti e citazioni (appunti, disegni, parole, molti gustosamente inediti) si intrecciano a riflessioni e cronache. Libri e trasmissioni televisive, interventi a convegni, improperi, poesie, anagrammi. Tutto convive in questo volume sulla personalità di Veronelli che i due autori, a lui tanto vicini, hanno organizzato in modo da far uscire un ritratto fedele del Veronelli reale, egocentrico e generoso, puntiglioso e permissivo, istintivo e logico, in una parola complesso.che non è una biografia, piuttosto un’indagine su chi sia stato l’uomo Veronelli.
Un giornalista? Sì, ma è riduttivo. Uno scrittore? Meglio. Uno che si è occupato di vini e di cibi? Certo, ma dentro ci ha visto di tutto, dall’amore all’amicizia, all’eros, alla libertà, alla bellezza. Un rivoluzionario? Si direbbe di no, ma ha cambiato il mondo dell’enogastronomia. Un politico? Aborriva i politici, lui anarchico, questo sì, ma a modo suo. Un filosofo? Anche, ma non un maestro, né un professore, né un cattedratico, “solo” un notaro.