TENUTA LA BADIOLA

I linguaggi del vino

Vi sono cose che, oltre al piacere che un buon bicchiere di vino può dare, possono riportarci con altrettanta gioia, e, forse, con maggior soddisfazione, all’origine del vino, al suo rapporto intenso con la Terra, con il clima, con il suolo e con le risorse di un luogo.
Queste cose fanno parte di un territorio, d’ogni territorio, al Nord come al Sud d’Italia, in Lombardia come in Toscana. Si tratta di un insieme di fattori che compongono una strana geografia emozionale, un’immagine che, sommata ad altre immagini, diviene una visione, una sorta di narrazione che prende corpo nel vino.
Un vino a più dimensioni che, per il GruppoTerra Moretti, per la sua complessiva visione dell’agricoltura e dell’enologia, il suo essere nel territorio, a fianco dei territori, ha da sempre significato un impegno verso dei paradigmi innovativi e di qualità. Il tutto, nella ricerca continua di modelli di viticoltura sempre più sostenibili, rispettosi della natura, in sintonia con le storie dei posti, con il savoir faire enologico e agronomico di una zona. Uno stile di vita, quindi, oltre che una scelta di tipo produttivo, con un’idea dinamica del territorio, in grado di confrontarsi con la storia e l’attualità dell’economia locale, ma anche con la cultura, le identità, il paesaggio e le tradizioni gastronomiche d’ogni luogo.

Il futuro ha radici antiche

A pochi chilometri da Castiglione della Pescaia, in posizione leggermente sopraelevata rispetto alla zona che un tempo era occupata dal lago Prile, si trova La Tenuta La Badiola, oggi di proprietà del Gruppo Terra Moretti. Fu la residenza del Granduca di Toscana Leopoldo II il quale, con intuito lungimirante, pensò di trasformare in un polo agricolo esemplare. Una scelta geniale che, contestualizzata nell’Italia di metà ottocento, rappresentava un vero e proprio modello di sistema agricolo innovativo.

Sono attualmente 500 gli ettari che compongono la Tenuta, dentro i quali si esprime la varietà e la biodiversità del paesaggio maremmano, con zone pianeggianti, declivi e colline occupati da vigneti, uliveti, boschi e macchia mediterranea.

In questo dialogo armonioso, tra natura e lavoro dell’uomo, ha da sempre avuto un ruolo primario la fonte dell’Acquagiusta, una sorgente sotterranea che sgorga naturalmente dalla roccia. E’ dai tempi di Leopoldo II che questa “magica” e perenne sorgente dà vita e fertilità alle terre e agli abitanti della Tenuta. A tal punto che, possiamo dire, lo scenario, la ricchezza e la rigogliosità della natura di allora, sono divenuti nel tempo una visione, una sorta di stimolo, un esempio virtuoso per animare il progetto attuale di Tenuta La Badiola.

Perciò, l’acqua, paradossalmente, come fonte ispiratrice di un Progetto enologico. Ma, ancor di più, una sorgente, quella dell’Acquagiusta, come riferimento ideale, addirittura simbolico, dell’idea di tutti i vini di Tenuta La Badiola. I vini dell’ Acquagiusta, quindi, come figli di una sorgente e di un territorio, ispirati dal genius loci, plasmati dal vento e dal sole, segnati dalla terra e dal tempo.

Un Progetto vitivinicolo che nasce dal rispetto di un “sapere agricolo” del passato, con la scommessa di ridare identità a colture, come quella della vite, da molto tempo trascurate in questa magnifica e singolare zona dell’Italia, la Maremma toscana.

Vigna e natura

Ascoltare il dialogo
Un Progetto, quello di Tenuta La Badiola, che sin dalle origini si è basato sulla ricerca e sulla sperimentazione, al fine di determinare le scelte più adeguate per operare agronomicamente sui terreni, tenendo conto del clima e dei complessi fattori naturali esistenti.

Acqua, terra, clima, sole e vento, alcuni dei principali elementi che sono stati presi in esame per capire l’interazione con il vigneto, per decidere l’esposizione delle piante, per prendere le decisioni finali, per dialogare con le differenti personalità dei vitigni e dei vini.

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