PETRA

Il progetto dell’azienda Petra è la “messa in forma” di uno schema iniziale che Vittorio Moretti, imprenditore e produttore, ha affi dato all’architetto Mario Botta. Nel suo pensiero, essa è prima di tutto un luogo di trasformazione e invecchiamento, ma anche un luogo di accoglienza e quindi di scambio di culture e di esperienze, non da ultimo, è veicolo di comunicazione dei valori dell’azienda. Per questo motivo, Petra può essere defi nita un’architettura al servizio delle esigenze tecnologiche ed espressive del produttore. L’aspetto sorprendente è la conferma dell’attualità di un principio che ha regolato la grande architettura di ogni tempo: il rapporto con l’ambiente e con le funzioni di lavoro e di vita, condizione fondante di un’architettura di qualità. “Quando Vittorio Moretti mi chiese di disegnare questa cantina per i nuovi vigneti di Suvereto, mi è parso di capire che, al di là degli aspetti funzionali, cercasse soprattutto un’immagine capace di comunicare la passione e l’impegno.

Petra è situata nella Maremma Toscana a Suvereto (LI) in località San Lorenzo Alto. La tenuta si estende su trecento ettari di vigneti, boschi e uliveti in un paesaggio di rustica bellezza, che degrada fi no al Mar Tirreno. Un territorio ricco di storia e di tradizione, attraversato da una via, quella della cultura seguita dai greci nell’esplorazione del Mediterraneo e testimoniata da numerosi ritrovamenti archeologici, fra cui spiccano anfore vinarie. Il paesaggio, intensamente “contadino”, è sospeso fra le colline maremmane e il mare, con lo sguardo che arriva fi no all’Isola d’Elba. Dai boschi di sughere (o suvere) mescolati ai profumi della macchia proviene il nome stesso della località, ma sono gli olivi a coprire e dominare i declivi delle colline e larga parte del piano, tra case coloniche sparse. Quasi tutti i trecento abitanti del comune risiedono in case color della pietra sovrastate dai cospicui resti di una rocca trecentesca. La costruzione di Botta, come certe cattedrali o come la cupola del Brunelleschi quando si arriva a Firenze, si nota da lontano, anzi si può a ragione affermare che chi percorre la Strada del Vino della Costa degli Etruschi non può fare a meno di rimanere quasi ipnotizzato da questa “presenza”, forte nella sua personalità e allo stesso tempo perfettamente integrata e coerente al paesaggio.

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