GIOVANNI DRI

Ancora oggi che ho alle spalle 40 vendemmie, devo sempre inchinarmi davanti alla tua età, o marna millenaria sulle ripide coste della montagna, laddove, oltre nulla si può coltivare, potrei parlare della tua vita ideale per i ceppi e vantarmi di quel microclima inimitabile, di quel luogo che è un cru, che è come avere la massima onorificenza: ne è garantito il rispetto.
Io mi racconto così.
Razionale, ma sognatore. Dal brutto carattere, caparbio come un hidalgo, ma appassionato e pronto a comprendere.
Ho creduto nella forza delle mie vigne dal frutto semplice e sincero, perchè mi danno il senso delle cose sotto un cielo che permette di fantasticare.
Non amo le false apparenze: io sono come sono, un uomo di verità.
Sono nato qui a Ramandolo, ai piedi della montagna e, per questo forse, ho un volto roccioso. Ho iniziato con poco, con quel fazzoletto di terra così vocato alla vite, da essere irripetibile.
È chiaro, ne sono innamorato.
Ho avuto il coraggio di portare il mio vino per primo fuori dalle mura, nel mondo e l’ambizione non accenna a diminuire.
Propongo vini semplici, a mio dire, imperfetti, poichè ricerco sempre ed inseguo costantemente la massima qualità. Non voglio sofisticate tecnologie nella mia cantina, mi guida la tradizione. Mia moglie Renata, mi ispira e rinsalda in questa fede, le mie figlie, da anni ad aiutarmi, sono la gioia del futuro.

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