· La bottiglia richiesta dal cliente viene pulita e si conduce al tavolo tenendola dal basso, con il braccio sinistro, usando un tovagliolo (torciòlo o frangino).
· Dopo averla mostrata si enuncia l’etichetta: nome, denominazione, cantina, annata, gradazione alcolica
· Si torna quindi al tavolo di servizio (gueridon) dove si depone la bottiglia avendo cura di lasciare l’etichetta sempre rivolta verso il cliente
· La bottiglia, che non deve essere mai mossa, si incide in senso orizzontale appena al di sotto della baga o cèrcine, la nervatura in cima al collo, prima in senso orario e poi antiorario. Si incide nuovamente ma questa volta in senso verticale e si rimuove la capsula di stagnola deponendola sul piattino di servizio o nella tasca frontale del proprio grembiule.
· Mediante il torciòlo si pulisce il collo della bottiglia dalle polveri e dalle muffette che si potrebbero essere formate attraverso gli appositi forellini di aerazione posti in cima alla capsula.
- Come cavatappi è preferibile utilizzare il modello a doppia leva: si punta la spirale (verme) al centro del tappo e si inserisce con una rotazione. Durante questa operazione bisogna mantenere una posizione verticale della spirale, e soprattutto non esagerare nell’inserimento per evitare assolutamente di bucare il tappo all’interno della bottiglia, perché i residui di sughero cadrebbero nel vino
- Si inizia quindi a tirare usando la prima leva del cavatappi poi, a fine corsa, si passa al secondo ancoraggio
· Quando ci troviamo a fine corsa il tappo inizia a fare meno resistenza, e allora con delicatezza si può ultimare l’estrazione roteandolo leggermente: si eviterà con cura di non fare il poco elegante “bòtto”
· Si annusa il tappo per valutare la bontà del vino che talvolta viene corrotto proprio dal sughero, dopodiché lo si poggia sul piattino senza toccarlo con le mani. Si deve infatti evitare che le nostre dita assumano profumi indesiderati (durante una serata si potrebbero dover aprire decine di bottiglie di diversa qualità e tipologia) e condizionino le nostre future degustazioni.
· Con un’estremità del torciòlo si pulisce il becco dai residui di sughero e si versa poco vino nel nostro bicchiere da degustazione: se l’assaggio risulta buono il vino è pronto per essere servito
· Il vino si serve da destra prendendo la bottiglia da sotto oppure con le dita leggermente sulla pancia. Se ne versa un po’ al referente in attesa del suo benestare
· Si parte dalla donna più anziana e via via si procede con le più giovani fino a ritornare al referente, il quale riceve per ultimo. Un’eccezione può essere costituita nell’ordine da un festeggiato oppure da un eventuale prelato, che andrebbero serviti per primi.
· La procedura di servizio si effettua in senso orario. Quando si serve, per evitare la caduta di gocce sul tavolo o sui vestiti, nel momento in cui si verticalizza la bottiglia la si ruota leggermente e si pulisce con il torciolo
· A questo punto si torna al tavolo di servizio dove si lascia l’etichetta rivolta verso il tavolo del cliente, sempre ben visibile. Si può finalmente togliere il tappo dal cavatappi utilizzando il torciolo, così non ci si impregna di aromi e odori per il vino successivo.